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John Wesley (1703-1791) |
Riporto questo studio per fare riflettere. Molti credenti considerano Wesley un grande servitore di Dio, un uomo al pari degli apostoli, ma le evidenze sia storiche che della sua teologia, confrontate con la Parola di Dio, dicono tutt'altro. Perché attaccare le false dottrine di un uomo morto da centinaia di anni? Semplice, perché le sue false dottrine influenzano i credenti di oggi, che a causa di una massiccia propaganda arminiana di Wesley come "eroe della fede" si sentono in dovere di considerarlo un grande uomo di Dio, mentre invece sbagliava pesantemente, avendo una attitudine positiva verso la chiesa romana, credendo nella rigenerazione mediante il battesimo in acqua, in una salvezza di fatto per opere, nella possibilità di salvezza anche per i seguaci di religioni non cristiane. Il mondo evangelico, di ieri e di oggi è pieno di "grandi" uomini di Dio che sono altamente stimati, ma quando si confrontano i loro insegnamenti con le Scritture si trovano sempre errori eclatanti ed eresie manifeste. Non bisogna avere alcun rispetto per le false dottrine, ma vanno confutate pubblicamente, esattamente come Paolo non ha guardato in faccia a nessuno quando ha ripreso pubblicamente Pietro per il suo comportamento che rafforzava una dottrina contraria al Vangelo "Ma quando Pietro venne in Antiochia, io gli resistei in faccia, perché era da riprendere. Infatti prima che venissero alcuni da parte di Giacomo, egli mangiava con i gentili; ma quando giunsero quelli, egli si ritirò e si separò, temendo quelli della circoncisione. E anche gli altri Giudei fingevano assieme a lui, tanto che anche Barnaba fu trascinato dalla loro ipocrisia. Ma quando io vidi che non camminavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Pietro in presenza di tutti: Se tu, che sei Giudeo, vivi alla gentile e non alla giudaica, perché costringi i gentili a giudaizzare?" (Galati 2:11-14)