giovedì 8 settembre 2016

Testimonianze non cristiane sulla storicità di Gesù (8) Epitteto

Epitteto (50-130) filosofo stoico.
Il presente elenco si prefigge di raccogliere tutte le testimonianze storiche e tutte le reminiscenze sulla persona di Gesù di Nazareth e sui primi Cristiani, quali rinvenibili negli scritti di autori non cristiani dei primi due secoli dopo Cristo.

Nato verso la metà del I secolo, a Gerapoli, il filosofo stoico Epitteto fu maestro a Roma e fu tra i filosofi che subirono la cacciata dalla capitale voluta dall’imperatore Domiziano. Raccolta una cerchia di discepoli a Nicopoli in Epiro, vi fondò una scuola, attiva nel periodo del principato di
Adriano (117-138); alcune testimonianze del suo insegnamento ci sono pervenute tramite la raccolta di Dissertazioni del discepolo Arriano (95-175 circa).

In un passo di quest’opera, trattando di un tema assai caro allo stoicismo, ovvero la mancanza di paura di fronte alla morte, Epitteto enumera varie categorie di persone che hanno questo atteggiamento, come i bambini e i pazzi (incoscienti), coloro che per qualche motivo desiderano la morte, oppure coloro che accettano la morte con serenità, come i filosofi.

Tra coloro che invece non hanno paura della morte solo per abitudine (ethos), egli enumera i “Galilei”.

“Anche per follia uno può resistere a quelle cose, o per ostinazione, come i Galilei” (Diss. Ab Arriano digestae IV, 6, 6) 1.

Con l’espressione “quelle cose” il filosofo intende gli atti compiuti dai tiranni, e chiamando i Cristiani “Galilei” usa un titolo comune.

Egli ha forse davanti agli occhi alcuni casi di persecuzione (la lettera di Paolo a Tito presume una comunità cristiana a Nicopoli, ove Epitteto insegnò a lungo), e non riesce a spiegarsi l’atteggiamento di ostinazione dei Cristiani, al quale egli reagisce invocando nelle righe successive “il ragionamento e la dimostrazione”. Come già per Plinio, i cristiani sono degli irrimediabili cocciuti; il motivo della fede per lui è completamente ignoto o incompreso.

Il termine "Galilei" rimanda chiaramente ai cristiani, seguaci di Gesù Cristo, di Nazareth di Galilea. Gli stessi apostoli e la maggioranza dei primi discepoli erano originari di questa regione. "E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendo: Tutti questi che parlano non sono Galilei?" (Atti 2:7)

Questo articolo non è opera mia ma è tratto da questo sito. Non sono uno storico professionista, in quanto oltre che apologeta cristiano sono divulgatore scientifico delle scoperte storiche fatte dal mondo accademico che sono ancora poco conosciute al grande pubblico dei nostri contemporanei N.d.R.

NOTE AL TESTO

1 Eta ØpÕ man…aj mn dÚnata… tij oÛtwj diateqÁnai prÕj taàta kaˆ ØpÕ œqouj oƒ Galila‹oi. Ed. H. Schenkl, Leipzig, 1916.



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